Ecopedagogia: ecco come spiegare l’ecologia ai bambini

ecopedagogia

Un nuovo modello didattico che punta a educare le nuove generazioni al rispetto di ogni forma di vita, per la creazione di una comunità planetaria, consapevole dei propri diritti e dei propri doveri. Questo è, in sintesi, la ecopedagogia: una scuola senza porte che insegna al rispetto dell’ambiente e dell’altro, utilizzando come tramite principale il contatto con la natura.

La natura si fa maestra: l’ecologia spiegata ai bambini

La ecopedagogia, il cui fine primario è quello di spiegare l’ecologia ai bambini, nasce sulla scorta delle teorie avanzate, in fatto di educazione, da illustri pedagogisti e si pone come una disciplina non convenzionale alla quale sempre più, non solo gli educatori ma anche le famiglie, guardano con interesse e attenzione, valutandone l’efficacia in termini didattici e sociali. Dall’Europa all’Italia, l’educazione diventa sempre più all’aperto, attestando la ecopedagogia come disciplina educativa di valore, capace di stimolare nei più piccoli l’attenzione, la concentrazione, la relazione e di promuovere la cultura del rispetto reciproco e dei luoghi. Su quali principi si fonda? Che cos’è la ecopedagogia? In Italia viene applicata? Quali sono i vantaggi che derivano dall’insegnare l’ecologia ai bambini? Scopriamolo insieme.

Ecopedagogia: tutti i segreti dell’ecologia per i bambini

È già nell’etimologia della parola che si comprendono gli scopi della ecopedagogia. A comporla, infatti, tre termini evocativi degli obiettivi che tale approccio educativo si prefigge: oikos (ambiente), paidos (bambino), ago (accompagnare). Obiettivo principale di questa disciplina è, infatti, proprio quello di condurre i bambini alla scoperta del contesto “mondo” nella sua totalità e delle relazioni che intercorrono tra quanti ci vivono.

Padre di quella che può essere definita una nuova scienza educativa fu il pedagogista brasiliano Paulo Freire, convinto che «Nessuno educa nessuno e nessuno si educa da solo», ma tutti, attraverso la conoscenza del mondo, si educano reciprocamente. Tale teoria, avanzata sul finire degli anni Novanta, rappresenta una sintesi di quanto sostenuto, dal Settecento fino al Novecento, da grandi filosofi e pedagogisti del calibro di Rousseau, Froebel, Steiner e Montessori. Educare il bambino, per tutti loro, aveva significato metterlo al centro del cosmo. La ecopedagogia va oltre questo concetto e compie un passo ulteriore: l’educazione del bambino si compie “dentro” la natura, nell’esperienza del contatto fisico con essa che, di fatto, diventa lo scenario d’elezione di un percorso didattico basato, in via prioritaria, sull’esperienza. Un percorso in cui il concetto di relazione, con le persone e con il contesto in cui tale percorso si realizza, diviene presupposto educativo fondante.

Insegnare l’ecologia ai bambini: la scuola all’aria aperta

Il modello promosso dalla ecopedagogia è quello della scuola all’aria aperta: niente aule chiuse a ospitare alunni e insegnanti o, comunque, strutture che contemplino spazi aperti dove tenere le lezioni e cimentarsi nell’apprendimento della varie discipline. Anche in Italia, sulla scorta delle esperienze fatte in altri Paesi d’Europa, tale modello va diffondendosi negli ultimi anni.

Da segnalare è, certamente, l’esperienza di Ostia. Qui, nel solco di quanto già avvenuto in Danimarca fin dagli anni Cinquanta e in Germania con i kindergarden, sono nati l’Asilo nel bosco e l’Asilo del mare dove i bambini della scuola dell’infanzia, dai tre ai sei anni, svolgono attività didattiche all’aperto, a diretto contatto con la natura. Inoltre, sperimentano concretamente i principi educativi dell’ecologia, mettendo in atto buone prassi e atteggiamenti, tesi alla conoscenza, alla difesa e alla salvaguardia dell’ambiente.

Tra questi rientra sicuramente l’utilizzo di giochi didattici, creati con materiali riciclabili e biodegradabili come i Cestini della Creatività di MAF Kids. Realizzati interamente in cartone, resi accattivanti da colorate illustrazioni tematiche, i Cestini della Creatività rappresentano uno strumento utile non solo a tenere pulita e in ordine la propria area di gioco e di studio, ma anche a insegnare ai più piccoli come smaltire correttamente i rifiuti, adottando uno stile di vita ecosostenibile. Viaggio, spazio e natura sono le ambientazioni riportate sulle illustrazioni che rivestono i Cestini, ad indicare che ogni luogo raggiungibile dall’uomo merita, indistintamente, rispetto e considerazione.

Perché insegnare l’ecologia ai bambini: tutti i benefici della ecopedagogia

Quali sono i benefici della ecopedagogia? Quanto spiegare ai bambini l’ecologia e rifarsi a essa, come principale strumento educativo può essere utile alla loro formazione e alla loro crescita, in termini di benefici? Secondo ciò che da più parti riferisce la comunità scientifica internazionale, l’educazione all’aperto praticata a diretto contatto con la natura, favorisce, da un lato, l’apprendimento stimolando la concentrazione e lo sviluppo dell’autonomia e del senso di responsabilità. Dall’altro, poi, incoraggia la propensione a uno sviluppo motorio ed emotivo più armonico. Il “terreno” di sperimentazione non è più l’ambiente delimitato e circoscritto dell’aula, in cui la posizione del bambino finisce col diventare passiva non solo dal punto di vista fisico, ma un universo aperto in cui muoversi, da conoscere ed esplorare da soli e insieme gli altri.