La concentrazione dei bambini: come favorirla per uno sviluppo migliore

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«La prima premessa per lo sviluppo del bambino è la concentrazione. Il bambino che si concentra è immensamente felice». Queste le parole di Maria Montessori, figura fondamentale della pedagogia e ideatrice del celebre metodo Montessori. Sostenere e favorire la concentrazione nei bambini, come affermava Montessori, risulta dunque un argomento di grande rilevanza per incentivare lo sviluppo cognitivo del bambino e, dunque, per far sì che il piccolo riesca a essere entusiasta di comprendere il mondo che lo circonda in maniera autonoma, consapevole e graduale.

Riconoscere e affrontare la mancanza di concentrazione nei bambini

I bambini si trovano immersi fra gli stimoli. Ciò può provocare confusione e quindi una mancanza di concentrazione nei bambini. In realtà sin da piccoli, contro ogni aspettativa, i bambini riescono a destreggiarsi fra gli stimoli esterni che catturano il loro interesse, restando concentrati anche se immersi tra potenziali distrazioni. La concentrazione nei bambini, però, è una capacità che deve essere perfezionata affinché il bambino, grazie a essa, riesca a selezionare, riconoscere e mettere in pratica adeguatamente ciò che ha appreso. La mancanza di concentrazione nei bambini può dipendere da molteplici fattori e non deve essere considerata un problema insormontabile. Anche se visto come un ostacolo, è in realtà un fenomeno naturale che necessita della giusta e graduale attenzione per essere affrontato. Prima di addentrarci nelle soluzioni, quindi, proviamo a capire quali possono essere le cause alla base della mancanza di attenzione.

Le tre principali cause della difficoltà di concentrazione nei bambini

I bambini per natura sin da piccoli si mostrano degli osservatori curiosi verso ciò che li circonda. Il più delle volte, però, il mantenimento dell’attenzione non viene correttamente favorita. Per questo, anche senza volerlo, si favorisce l’insorgenza di difficoltà di concentrazione nei bambini. Ecco i tre fattori principali da considerare quando sono presenti delle difficoltà di concentrazione nei bambini.

1. Il bambino si trova in un ambiente in cui sono presenti stimoli eccessivi

La principale causa di mancanza di concentrazione nei bambini riguarda il contesto in cui essi si trovano. L’ambiente in cui il bambino è collocato, infatti, non deve mai essere trascurato: un luogo troppo rumoroso o troppo ricco di stimoli, e quindi di potenziali distrazioni, può sfavorire la capacità di concentrazione del bambino che si approccia per la prima volta allo svolgimento di mansioni, anche elementari.

Soprattutto nei primi anni di vita, al contrario, i bambini hanno necessità di tranquillità e ordine. Questo è anche il motivo per il quale non è opportuno proporgli tanti giochi ai quali dovrebbero approcciarsi alternativamente. Piuttosto, è preferibile che il bambino concentri la propria attenzione su un’attività alla volta, così da permettergli di concentrarsi su di essa adeguatamente.

2. Il bambino è troppo stanco per concentrarsi a sufficienza

Tra le motivazioni per cui sono presenti difficoltà di concentrazione nei bambini, spesso, non viene considerato a sufficienza il loro stato d’animo. Questo può peggiorare particolarmente, soprattutto se non dormono abbastanza o se il loro riposo non è sufficientemente ristoratore. Di base, infatti, la capacità di concentrarsi è determinata anche dalla qualità di riposo del bambino. Un riposo della giusta durata, e di qualità, rende disponibili al bambino le necessarie energie mentali per concentrarsi sull’attività che è chiamato a svolgere.

Anche in questo caso è l’ambiente in cui il bambino riposa la chiave per la migliore concentrazione. Per garantire un sonno tranquillo e sereno e in tal modo, un bambino più concentrato, è necessario costruire un ambiente tranquillo, riparato da rumori e luci che potrebbero disturbare il sonno del bambino. In tal modo, egli potrà recuperare le energie che, successivamente, gli consentiranno di focalizzarsi sui propri compiti.

3. Il bambino riceve motivazioni errate

Un bambino che viene interrotto spesso si sente demotivato nel proseguire l’attività in cui stava tentando di concentrarsi. Al contrario di ciò che si pensa, non è necessario elogiare costantemente il bambino, specie mentre è attento a svolgere un determinato compito. Questo disturbo esterno, infatti, provoca delle oscillazione dell’attenzione e, conseguentemente, delle difficoltà di concentrazione del bambino.

A tal proposito, è opportuno che venga lasciato loro il giusto tempo e il giusto spazio per far sì che possano sperimentare e apprendere in autonomia le informazioni che hanno a disposizione. Solo quando egli avrà terminato l’attività che sta svolgendo, sia un gioco che richiede attenzione o un’altra attività che lo focalizza, il bambino potrà essere lodato e sostenuto per il suo impegno e per i risultati raggiunti. Grazie a questa strategia, il bambino si sentirà compreso e appagato della propria attenzione, del fatto di aver lavorato in maniera autonoma e della sua capacità di portare l’attività a termine.

Esercizi per favorire la concentrazione nei bambini

Per far sì che la concentrazione venga agevolata adeguatamente esistono alcuni esercizi di concentrazione, che favoriscono e aiutano a generare, il giusto livello di attenzione. Ogni età ha il suo tempo e dunque è opportuno distinguere in base all’età quali sono gli esercizi fondamentali per far sì che la concentrazione nei bambini venga favorita in maniera appropriata e graduale.

Gli esercizi per la concentrazione dei bambini fino a due anni

Durante questo periodo è opportuno lasciare che i bambini scoprano gradualmente il mondo che li circonda. Bisogna osservarli per notare quali sono gli oggetti per cui nutrono più interesse e cosa cattura maggiormente la loro attenzione, ricordandosi sempre di lasciare loro la tranquillità di interagire e focalizzarsi con gli stimoli esterni, attraverso semplici attività di coordinazione. Spostare un oggetto da una mano all’altra, per esempio, può sembrare una semplice attività. Invece, è proprio in quel momento che i più piccoli iniziano ad approcciarsi con attenzione al mondo che li circonda.

Gli esercizi di concentrazione per bambini fra i due e i sei anni

In questa fase, i bambini affinano le loro capacità intellettive ed è in questo periodo che è necessario dare loro dei semplici compiti da svolgere. Questo li aiuterà a sentirsi più autonomi e capaci. In questo periodo, inoltre, è utile favorire la loro concentrazione chiedendo loro, per esempio, di prendere determinati oggetti e riporli nei contenitori preposti, come per esempio i Cestini della Creatività. È importante scegliere oggetti in grado di attirare l’attenzione e i cestini, grazie alle illustrazioni colorate, consentono di svolgere esercizi didattici per migliorare la concentrazione e l’apprendimento.

Migliorare la concentrazione con gli esercizi per bambini da sei ai dieci anni

Con l’inizio della scuola i bambini compiono il loro primo approccio allo studio. Un approccio che può risultare problematico se il bambino non è abituato a prestare attenzione. È per questo che la concentrazione deve essere allenata, attraverso la ripetizione, facendo in modo che i bambini non perdano l’interesse annoiandosi. È necessario, dunque, far svolgere degli esercizi che siano interattivi e stimolanti, ma che allo stesso tempo consentano di concentrarsi e memorizzare quante più informazioni possibile. Per esempio può essere utilizzato l’Orto delle 4 stagioni in cui sono presenti 24 palette con i nomi, sia in italiano che in inglese, un gioco didattico che consente ai bambini di allenare la concentrazione e la memoria in modo stimolante e divertente.

Per favorire la concentrazione nei bambini è essenziale cogliere le loro richieste ed esigenze, cercando di comprendere se sono presenti delle effettive e reali difficoltà di concentrazione che devono essere esaminate e risolte adeguatamente. Inoltre è necessario non richiedere sforzi superflui, al di fuori della loro età e delle loro competenze. Ciò potrebbe provocare disagi nel il bambino. È bene non dimenticare che ognuno ha i propri tempi e le proprie necessità e, pertanto, è opportuno che qualunque approccio avvenga gradualmente, in un ambiente tranquillo e senza pressioni in modo tale che i bambini possano concentrarsi in modo autonomo e naturale.